fotografie

Renzo, i primi passi...
ebbene si: ho fatto anch'io un Calendario! Questa foto è la copertina di un Calendario Salesiano. Come per molti altri attori, tutto è cominciato qui, alla Scuola di Don Bosco, Santo...
Radio Asti 1976
1987: Varietà a Torino con Margherita Fumero.
In compagnia, anche Marco Berry, che era già uno straordinario Mago e non ancora una..."Jena"!

Anni '70: quando facevo il fotomodello

un introvabile Corto
fine anni '70

UN POMERIGGIO AL MARE
soggetto Lorenzo Rosso
regia Gianni Conforti
travestimenti teatrali anni '80/'90

Album

io e il mio meraviglioso pubblico di giovani nella Basilica di San Francesco d'Assisi

 

foto di Gianni Molino
foto di Gianni Molino

Cartoline anni 80
Cartoline anni 90
Cartoline Anni 2000




           

i Poster

con Giorgio Strehler
il Maestro dei Maestri...

A Leinì con Milva, la più grande cantante italiana! (anno 1978)
con il grande Roberto Bolle

Il mio cane Lillo
Il mio paese Roatto




 ecco da che parte sto

Non è un mistero per nessuno, da che parte sto. Tempo fa, intervistato da Paolo Limiti in una sua trasmissione, risposi proprio che in una eventuale disputa tra uomini e animali, mi schiererei senza esitazione alcuna, dalla parte degli animali; i più deboli, quelli che non hanno voce per difendersi, telegiornali che rendano loro giustizia. Confesso che resto sempre perplesso quando ascolto i telegiornali che definiscono un cane con il termine di "assassino". Mai nessuno, o quasi mai, va ad indagare cosa c'è dietro a certe manifestazioni di intolleranza da parte dell'animale; è già deciso che il cane è l'assassino e l'uomo la vittima.
Troppo spesso, invece, sono esseri maltrattati, umiliati, schiavizzati dai loro padroni, come fossero cose e non esseri viventi. Cui, a un certo punto, saltano i nervi e in un ultimo sussulto di dignità, si ribellano.
Cosa che non possono fare le bestiole di allevamento intensivo, in attesa di essere scuoiate per diventare idiote pellicce.
Non fosse tragico, sarebbe ... divertente osservare come gli uomini usino chiamare "sport", la caccia e la corrida. Oppure si appellino a parole come "storia e tradizione" per mascherare stupide e a volte crudeli, manifestazioni atte per lo più ... a fare soldi,
o a portare turisti ...
In certe manifestazioni, succede che si debba ammazzare un cavallo (pardon: gli "esperti" ci comunicano che si dice "abbattere", fa più fine ... ), perché ha avuto un "incidente" durante la corsa ... "culturale" ...
Da tempo ho inserito nei miei Recitals, una stupenda poesia del grande poeta spagnolo Raphael Alberti, "EL MATADOR", che racconta del dialogo tra un arrogante, insignificante uomo detto torero, e un furbo e meravigliosamente umano, toro.
Per una volta, in questo bellissimo testo, non vince il matador, ma il toro.
E l'arrogante, piccolo uomo deve essere portato via a braccia dagli inservienti, fuori dall'arena. Sconfitto.
Sempre, al teimine di questa teatralissima poesia, fioccano lunghi applausi da parte del pubblico. Sappiamo che purtroppo, non è mai così, la violenza ha sempre la meglio. Lo spettacolo di fine corrida è sempre terribilmente drammatico, per le creature innocenti denominate tori ...
E questa sarebbe cultura? Queste sarebbero le tradizioni? Secondo me è crudeltà pura ed anche business, sulla pelle di creature che chiedono solo di poter vivere la loro vita in serenità, nel perfetto equilibrio inventato dal Creatore, tra gli esseri viventi. Senza giostre, palii, corse, nuotate ed esibizioni varie, circensi e/o della tradizione ... che nulla hanno a che vedere con la loro natura.
Coltivo il sogno che nelle Scuole di ogni grado vi sia sempre più un insegnamento al rispetto di chi non è in condizione di difendersi.
Gli esseri umani non sono i soli né i padroni assoluti di questo mondo.

 

l'unica tessera della mia vita: Lega Antivivisezione

 

Licensed: B.S. COMMUNICATION Goethestrasse - Berlin ® 

Un grazie ai fotografi:

Beppe Tarditi, Maria Vernetti, Michele Basile, Franco Rabino, Ulriche Swatz, Carlo Manzato, Alberto D'Anna, Riccardo Palma, Gianfranco Vitali, Giorgio Ferretti, Mario Ricciuti, Pietro Chasseur, Palmiro Muci, Piero Gilardi, Alberto Verdelli, Vittorio Ubertone, Monica Costagli, Franco Colonna, Walter Badella, Fulvio Gagliasso, Alain Beltrame, Pablo Dylan, Albino Fedrigotti, Gianluca Benedetti, Enrico Braglia, Silvio Oliè, Max Bianchi, Gianni Molino, Paolo Destefanis, Giulio Cardone.

Un grazie di cuore al pubblico; a tutte le persone che mi hanno sostenuto fin qui. Ai giornalisti ed in particolare a tutti i giornalisti astigiani che hanno seguito e seguono il mio lavoro.

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